I MIEI GRANDI VECCHI

Se ripenso ai miei “grandi vecchi”, trovo una varietà di età e di situazioni notevoli. Eccoli davanti a me: nonna Maria, nonna Peppina, nonno Luigi, nonno Antonio poi nonno Guglielmo. Ma non solo. Una serie di “Lo mio maestro”, figure di saggi incontrati durante i miei studi, ai quali ho fatto riferimento per le mie scelte intellettuali. Fra tutti, giganteggia Sergio, direttore, giornalista, scrittore. Indipendentemente dall’età raggiunta, un grande!

Uno a uno conservo le loro figure nella mia memoria e nel mio cuore per quello che mi hanno dato, interessi, affetti e non per quanti anni avevano.

Quanto ha vissuto mia nonna Peppina! Novantasei anni, e ancora faceva uncinetto. La coperta che porto sul mio letto di sposa è opera sua, un bel ricordo.

E mia mamma? Novantaquattro anni, e aveva la mente lucidamente presente, con i suoi saggi richiami!

La mia linea femminile è longeva! Ma più della somma degli anni vissuti fra mille peripezie, notevole è come ci sono arrivate, con il loro carattere, con la loro intelligenza e, soprattutto, con il bagaglio di principi che mi hanno trasmesso, pur nella loro diversità.

PRESENTAZIONE ALBERO - ANTENATO

Presentazione Albero-Antenato

*In questo contesto, si manifesta un albero parlante, l’ALBERO-ANTENATO. Si tratta di un maestoso ontano. Con il supporto di Albarosa entriamo in simbiosi con le sue caratteristiche, possiamo vedere il mondo con i suoi occhi, ricevere ospiti, condurre vita sociale secondo i suoi parametri.

*Tutto il parco si ridesta, si movimenta, tutti gli abitanti vogliono raccontare la propria storia. Le FATINE DEGLI ALBERI assieme ad ALBAROSA fanno da padrone di casa, accolgono tutti i personaggi che si presentano, siano essi nobili, popolari, fantastici, mitologici

ALBAROSA E LE FATE

Albarosa era sempre più sgomenta e un po' timorosa:" Non temere, averle vicine ti porteranno un senso di pace e di sicurezza, a condizione..."

Qui il vecchietto si interruppe indeciso, rendendosi conto che parlava troppo. Ma Albarosa insistette: "Quale condizione?"

“Si manifestano solo alle persone di cui si fidano, a quelle persone che credono nel potere dell'immaginazione, a quelle persone speciali che riescono a sentire la loro vicinanza anche senza vederle.”

Bello andare alla scoperta del mondo leggendario delle Fate, attorno al quale ruotano molte storie e leggende!

Albarosa aveva già saputo che le Fate possono assumere sembianze umane, ma della dimensione di una fanciulla, che abitano nei boschi e in luoghi selvaggi vicino alle sorgenti. In tali ambienti più solitari si abbandonano alle loro danze, ai canti, alla cura della bellezza, nascoste a occhi indiscreti.

A volte prendono l'aspetto di piante e di animali, oltre che di persone umane di diverse età sempre avvolte in una sfera di luce pulsante. Occorre un occhio esperto e fiducioso per scovarle nel folto del bosco, nella fitta vegetazione.

Ascoltiamo le storie che vogliono raccontarci.